WIDE 2023
Come per la precedente edizione, anche WIDE 2023 si è basata su una premessa sulla quale le artiste e gli artisti sono stati chiamati a riflettere. Non un tema imposto, ma un presupposto che costituisce la base di partenza di ogni intervento artistico e laboratorio: la mente è un ecosistema, la città è un ecosistema.
È una riflessione che si origina dallo spazio semantico e funzionale che WIDE concorre a costruire, un ecosistema culturale al servizio del suo territorio. Nel quale, in quanto ecosistema, ogni elemento che lo compone riveste un ruolo determinante.
È un’idea che si collega al concetto di deep ecology codificato da Arne Næss negli anni ‘70, così come alle conseguenti teorie di Paul Shepard attorno al Paradigma Pleistocene: il mondo naturale è un complesso di relazioni nel quale l’esistenza di ciascun organismo dipende dall’esistenza degli altri all’interno dello stesso ecosistema.
Un assunto che può essere esteso a qualsiasi sistema. In A Museum for Contemporary Nature, Emanuele Coccia scrive che “per secoli abbiamo considerato la città come il più importante risultato della nostra intelligenza. [….] Ogni città riflette ciò che chiamiamo spirito, mente, coscienza. La forma e la storia delle città è la manifestazione materiale di questo elemento intangibile. Per cambiare le città […] dobbiamo cambiare l’immagine con la quale concepiamo il nostro spirito, la nostra mente, il nostro corpo. […] La mente non è una cosa, è una relazione. Non esiste nel nostro corpo, ma nella relazione che il nostro corpo stabilisce con altri corpi”.
Se l’intelligenza è il risultato di un sistema organizzato, ecco dunque che la città è un ecosistema dall’intelligenza collettiva che, al pari di una foresta, deve la sua esistenza alla diversità e varietà degli organismi che la abitano. Quella che negli ambienti naturali chiamiamo biodiversità.
Per concorrere al benessere del proprio ecosistema, è necessaria una solida consapevolezza dell’importanza di questa diversità. Motivo per cui, parallelamente allo sviluppo delle opere, WIDE ha previsto attività laboratoriali finalizzate ad attivare processi interiori di riconoscimento
dell’altro da me, e dell’importanza delle sue specificità.
La mente è un ecosistema.



